Il calendario di serie A 2016-2017

(foto: Getty Images)

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Il campionato serie A 2016/2017 riparte il 20 agosto e si concluderà il 28 maggio. Calendario svelato in diretta, su Sky e Mediaset Premium e dalla stessa Lega Serie A sul canale ufficiale YouTube

Le 38 giornate previste si articoleranno da agosto a maggio, con tre turni infrasettimanali e con sei soste per gli impegni della nazionale.

1° giornata (Andata 20/8/2016- Ritorno 15/1/2017)
Atalanta-Lazio
Bologna-Crotone
Chievo Verona-Inter
Empoli-Sampdoria
Genoa-Cagliari
Juventus-Fiorentina
Milan-Torino
Palermo-Sassuolo
Pescara-Napoli
Roma-Udinese

2° giornata (Andata 28/8/2016- Ritorno 22/1/2017)
Cagliari-Roma
Crotone-Genoa
Fiorentina-Chievo
Inter-Palermo
Lazio-Juve
Napoli-Milan
Sampdoria-Atalanta
Sassuolo-Pescara
Torino-Bologna
Udinese-Empoli

3° giornata  (Andata 11/9/2016- Ritorno 29/1/2017)
Atalanta-Torino
Bologna-Cagliari
Chievo-Lazio
Empoli-Crotone
Genoa-Fiorentina
Juventus-Sassuolo
Milan-Udinese
Palermo-Napoli
Pescara-Inter
Roma-Sampdoria

4° giornata (Andata 18/9/2016- Ritorno 5/2/2017)
Cagliari-Atalanta
Crotone-Palermo
Fiorentina-Roma
Inter-Juventus
Lazio-Pescara
Napoli-Bologna
Sampdoria-Milan
Sassuolo-Genoa
Torino-Empoli
Udinese-Chievo Verona

5° giornata (Andata 21/9/2016-Ritorno 12/2/2017)
Atalanta-Palermo
Bologna-Sampdoria
Chievo Verona-Sassuolo
Empoli-Inter
Genoa-Napoli
Juventus-Cagliari
Milan-Lazio
Pescara-Torino
Roma-Crotone
Udinese-Fiorentina

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Quando gli Usa avvelenarono l’alcol per combattere l’alcolismo

(foto: Getty Images)

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Ricordate Il dottor Stranamore (1964)? In una delle tante scene memorabili del film il generale Jack D. Ripper (Sterling Hayden) spiega a un esterrefatto capitano britannico (Peter Sellers) che è in atto un complotto comunista per contaminare i “preziosi fluidi corporei” degli americani. Secondo l’ufficiale (che a questo punto del film riconosciamo come clinicamente suonato) tutto questo avverrebbe attraverso la fluorizzazione delle acque, una rivelazione alla quale spiega (con un giro di parole) di essere giunto una volta resosi conto della sua impotenza. Per questo il generale beve solo acqua distillata, acqua piovana o alcol puro (e per lo stesso motivo i russi berrebbero solo vodka).

Se mettiamo da parte le paranoie dei complottisti (tranquilli, in Italia comunque niente fluorizzazione) nella realtà gli Stati Uniti ebbero l’idea geniale di avvelenare non l’acqua, ma proprio l’alcol caro al generale Ripper (e a decine di milioni di persone): un maldestro tentativo di impedirne il consumo che durante il proibizionismo causò migliaia di vittime. Non si trattava di un complotto perché non c’era niente di veramente segreto, anzi le cronache dell’epoca parlarono molto dei maggiori casi di intossicazione, dando voce sia a coloro che erano favorevoli al proibizionismo (detti dries) sia a coloro che apertamente si schierarono contro (i wets). Tuttavia si tratta di una storia oggi poco ricordata del periodo in cui l’America, tramite il Volstead Act, dichiarò guerra al consumo di alcol. Continua a leggere

Pokemon Go, perché ha così tanto successo (secondo la psicologia)

(Foto: Anadolu Agency/Getty Images)

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C’è chi ne ha accolto l’arrivo come una grande notizia per la salute pubblica. Raggiungere i vari Pokéstop, catturare Pokemon e covare uova richiede essenzialmente una cosa: camminare, con tutti i benefici che questo comporta. Per questo, sostiene Matt Hoffman del Texas A&M College of Nursing, Pokemon Go potrebbe essere una grande notizia per la salute pubblica. Ma non solo quella fisica, azzarda: il senso di comunità che chi gioca sperimenta, il radunare più persone, può essere un’opportunità per le interazioni sociali e per aumentare il nostro senso di appartenenza a qualcosa, con risvolti positivi per la salute emotiva e mentale.

Hoffman non è il solo a credere che Pokemon Go possa essere un’opportunità. Dall’atteso sbarco, che nel giro di pochissimo tempo ha generato traffico tale da oscurare giganti come PornHub e Tinder, i pareri degli psicologi sul tema si sono moltiplicati. C’è chi fa risalire il suo grandissimo successo al potere della nostalgia (ma vale solo per i più grandicelli questo, per quelli che ricordano i  videogiochi degli anni Novanta per intendesi), chi al fatto che Pokemon Go ha così successo perché per giocarci non è necessario nulla di così particolare: basta uno smartphone con localizzazione Gps. Ma non solo: fondamentale al momento è – non così banalmente – l’effetto novità, come racconta a Wired. Continua a leggere

10 anime in simulcast da seguire quest’estate

  • Berserk

    Le drammatiche vicende di Gatsu, il Guerriero Nero, in un medioevo dark e violento

  • Food Wars - 2nd Serving

    Uno dei maggiori successi degli ultimi anni per un Masterchef versione anime

  • Le bizzarre avventure di Jojo

    Continua la folle saga generazionale della famiglia Joestar contro il nemico immortale Dio Brando

  • 91 Days

    Una gangster story in salsa pop giapponese

  • Orange

    Un'adolescente riceve una lettera dalla futura se stessa, nella serie più toccante della stagione

  • Mob Psycho 100
    Sweetness and Lightning
    Onara Gora
    Love Live! Sunshine!
    DAYS
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10 serie tv che hanno segnato gli anni ’60

  • Mission: Impossible

    La spy story d'azione che ha ispirato i più recenti film con Tom Cruise. Ha reso famosa la celebre frase: "Questo messaggio si autodistruggerà entro cinque secondi"

  • Batman

    La serie televisiva ispirata a Batman più famosa di tutti i tempi. Kitsch, ridicola, provvista di onompatopee (Sbiff! Bang!) e di un Cavaliere poco Oscuro e un po' in sovrappeso. Nananananana nana nana nana nana nana Batman!

  • L'isola di Gilligan
    La famiglia Addams
    Lost in Space
    Star Trek
    Vita da strega
    The Dick Van Dyke Show
    Il tempo della nostra vita
    Il fuggitivo
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10 film che puntano tutto sul buio

Il cinema è luce che entra nell’obiettivo e si imprime su pellicola (una volta) o viene catturata da un sensore digitale (oggi), ogni volta che nelle scene girate non c’è luce o si lavora con il buio è una scelta precisa. Ci sono interi film girati appositamente in scarsità di luce e altri che usano il buio con intelligenza per alimentare le paure o evocare l’inesprimibile. Insomma più ancora che la luce, la sua assenza al cinema è difficilissima da sfruttare e complessa da gestire tecnicamente (sebbene con l’evolversi delle macchine da presa in videocamere molto sia cambiato).

L’horror è il genere che più sfrutta il buio ma paradossalmente anche quello che spesso ci ragiona meno, che si lascia trascinare dagli stereotipi e dalle soluzioni più banali. Questa settimana esce in sala Lights Out, in cui il buio ha un ruolo protagonista poiché la più classica delle minacce paranormali esiste solo quando si spengono le luci.

Quali sono però i film che hanno usato meglio il buio per una scena o per tutta la storia? Ne abbiamo radunati 10 tra i nostri preferiti scoprendo che non sono solo materia di paura e li abbiamo messi in ordine di protagonismo del buio. Continua a leggere

Snowden, il nuovo trailer del film di Oliver Stone

Eroe, traditore, fuggitivo: ecco il nuovo trailer (fresco di Comic-Con) di Snowden, il film di Oliver Stone ispirato alla vita del whistleblower Nsa già raccontato da Laura Poitras in Citizen Four.

Un’altra prova per il trasformista Joseph Gordon-Levitt (Looper, 50 e 50) che, per l’occasione, si trasforma piuttosto bene nell’autentico Edward Snowden (non solo nell’aspetto ma anche nella voce, e nelle movenze).

Tratto dal libro di Luke Harding, The Snowden Files e dal volume di Anatoly Kucherena, Time of the Octopus la pellicola di Stone arriverà nelel sale americane il 16 settembre.

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Come dovrebbe essere un uomo a prova di incidenti stradali

Vi siete mai chiesti come dovrebbe evolvere il corpo umano per resistere senza problemi a un incidente automobilistico? Improbabile, eppure la Transport Accident Commission dello stato australiano di Victoria ha deciso di darci comunque una risposta. Per farlo, ha messo in piedi un team di esperti, periti e medici, che hanno collaborato con la scultrice Patricia Piccini per dare vita a Graham: un modello interattivo del primo uomo in grado di superare incolume un serio incidente stradale.

Il progetto potrà sembrare surreale, ma è parte di una nuova campagna di prevenzione organizzata dalla Transport Accident Commission (o Tac), che punta a far comprendere i rischi che corre il nostro corpo quando viene coinvolto in uno scontro tra veicoli. D’altronde, ricordano dal Tac, il nostro organismo si è evoluto per sopravvivere a incidenti e errori che possono capitare a piedi: un capitombolo, o al più una corsa a tutta forza contro un albero, o un muro. Ma quando si parla di incidenti stradali le cose sono molto diverse.

Graham

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Banche sotto attacco: cosa ci insegna l’attacco contro il circuito SWIFT

(Foto: Getty Images)

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Come avviene per i batteri che mutano per sfuggire a farmaci antibiotici sempre più potenti, anche le minacce che incombono sull’ambiente cyber-informatico continuano a evolversi per sfruttare nuove vulnerabilità. Esattamente come gli antibiotici, anche i nostri sistemi deputati alla sicurezza digitale – a livello personale, commerciale e statale – devono essere sempre attivi, resistenti e innovativi, ed evolversi per tenere il passo con i tempi.

Contribuiscono a ricordarcelo anche le recenti segnalazioni riguardanti il cyber-furto da 81 milioni di dollari ai danni della Banca Centrale del Bangladesh, di una banca in Ecuador e di un istituto finanziario in un altro Paese. Questo exploit clamoroso ci ha impartito una duplice lezione: i criminali non si fermano mai e ciò che un tempo era considerato “sufficientemente adeguato” dal punto di vista della sicurezza digitale ora non lo è più. Per attuare questo audace colpo, degno della migliore tradizione dei film noir, i cyber-ladri si sono introdotti in quello che era un tempo considerato il sistema di messaggistica finanziaria più sicuro al mondo, conosciuto come circuito SWIFT, dal nome della cooperativa belga (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) di proprietà delle banche aderenti, utilizzato da ben 11.000 istituti di credito in tutto il mondo.

Pur non introducendo un nuovo prototipo di cybercrime, l’offensiva sferrata contro il circuito bancario SWIFT si è rivelata essere un’astuta macchinazione che ha riunito familiari metodi di intrusione per lanciare un nuovo tipo di attacco, subdolo e altamente sofisticato. Continua a leggere

Apple a Napoli, come candidarsi all’academy per gli sviluppatori

(Foto: Getty Images)

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È stato pubblicato sul sito dedicato al progetto dall’università Federico II di Napoli il bando per accedere all’iOS Developer Academy di Apple istituita nella sede di San Giovanni a Teduccio, nel polo di ingegneria costruito negli ex capannoni Cirio, e ufficializzata all’inizio di luglio. C’è tempo fino alle 12 del primo agosto prossimo. La domanda dev’essere presentata esclusivamente online sul portale del corso, le iscrizioni sono già aperte.

Si parte con una selezione per 200 studenti per l’anno accademico 2016/2017. I primi 100 seguiranno i 9 mesi di corso da ottobre a giugno, gli altri 100 da gennaio a settembre. Alcuni seguiranno le attività in italiano e inglese, gli altri solo in inglese.

Sono ammessi solo candidati under 30, dunque nati dopo il primo gennaio 1986, e per accedere basterà il diploma di scuola secondaria di secondo grado o un titolo equipollente se non conseguito in Italia. Continua a leggere

Il discorso di Donald Trump analizzato dagli algoritmi

di Francesco Piccinelli

Donald Trump è stato descritto come un demagogico e rabbioso xenofobo maschilista che, per qualche strana ragione, ha conquistato la nomination alla Casa Bianca per il Partito repubblicano. Mentre, in Italia, erano le 4:00 della mattina di venerdì, davanti a una folla di delegati molto agguerriti, il tycoon americano ha lanciato la sua sfida a Hillary Clinton, con un discorso che è durato circa 2 ore, fatto di 266 frasi, 5.110 parole e 29.173 battute, interrotto dagli applausi di una folla in delirio.

Se fosse un romanzo, la storia che Donald Trump ha raccontato dal podio di Cleveland sarebbe quella di un’America in crisi, senza una guida, in balia di un mondo buio e malvagio. Tuttavia, grazie alla determinazione imprenditoriale di Trump, che affonda le radici in una solida tradizione familiare, gli Usa, secondo la narrazione portata alla convention, possono tornare ad avere il successo che meritano, riscoprendosi.

Sheet 2
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Nel laboratorio di Philip Morris per scoprire le sigarette del futuro

Cube Neuchatel

Una visuale d’insieme della struttura

Neuchatel — I 14 chilometri cubici di acqua cristallina del lago riflettono città come Yverdon-les-bains, Estavayer-le-Lac e, naturalmente, Neuchatel stessa. Ma anche vigneti di Chasselas e Pinot nero e — nella zona nord-orientale — un abnorme edificio ultramoderno che non si riesce a decifrare da lontano. Per via della forma si chiama Cube, il cubo, ed è il centro di ricerca e sviluppo del gigante del tabacco Philip Morris International (PMI): è popolato da 400 scienzati come tossicologi, chimici, biologi, matematici e staff tecnico che alle 17 in punto tornano a casa soprattutto in bici, sulla pista che circumnaviga lo specchio d’acqua. Siamo stati ospiti per conoscere da vicino i prodotti a rischio ridotto già in commercio come iQOS per capire come sono realizzati e come si evolveranno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima in un miliardo il numero di fumatori (con una grande incidenza nella fascia d’età tra i 20 e i 25 anni) e calcola che fra vent’anni la percentuale tra gli adulti sarà la stessa di oggi, ossia il 20%. Un bacino d’utenza spaventoso, che garantisce un lungo e prosperoso futuro alle grandi realtà del tabacco. Tuttavia, la missione di queste società è quella di muoversi nel delicato e, per certi versi, eticamente contraddittorio rapporto tra fare commercio e alleviare la responsabilità di essere colonne portanti di quei M.D.

Cube esterno
Facciata Cube
Cube illuminato
Cortile interno
Simulatori
Scienziato al lavoro
Test di laboratorio
Ambiente interno
Laboratori PMI
IQOS
Scienziato al lavoro
Cube illuminato
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Aboliti i rimborsi elettorali, i partiti incassano ancora più di 100 milioni l’anno

parlamento-evidenza

Aboliti per legge, ma nei fatti ancora erogati. E non ci sono soltanto i rimborsi elettorali: tra contributi ai gruppi parlamentari e ai giornali di partito, spese dei consiglieri regionali e sconti sull’Iva i partiti assorbono più di 100 milioni l’anno. Ai quali bisogna aggiungere i fondi del 2xmille, che però non ha ancora raggiunto tutte le sue potenzialità.

A dirlo è l’associazione OpenPolis, che ha appena pubblicato la seconda edizione di Sotto il materasso, un dossier che analizza le risorse economiche che le formazioni politiche assorbono dallo Stato. L’elemento più noto è certamente quello legato ai rimborsi elettorali: aboliti nel 2014, sono in realtà ancora erogati. La norma prevede infatti una loro graduale riduzione fino alla completa eliminazione, che andrà a regime però solo il prossimo anno. Intanto per il 2016 i partiti incasseranno ancora 13,8 milioni di euro, una cifra certo irrisoria rispetto ai 182 milioni di euro ricevuti ancora nel 2012, ma comunque ancora lontana dallo zero. Ecco nel dettaglio le consultazioni elettorali per le quali nel 2014 e nel 2015 sono stati erogati i rimborsi. Continua a leggere

Millennial, istruzioni per l’uso

passaparola smartphone bar

I millennial non sono certo tutti nati connessi. Venuti al mondo tra l’80 e il 2001, in molti, nei primissimi anni di vita, non possedevano un pc o una console da gioco in casa. Eppure sono la prima generazione ad avere avuto un rapporto privilegiato con la tecnologia odierna: anche gli appartenenti alla fascia dei leading millennial, nati tra l’80 e l’89, sono cresciuti circondati dai progressi del personal computing prima, e di Internet e del mondo mobile poi. Per questo il loro entusiasmo nei confronti della Rete delle Reti è elevato: ci sono cresciuti insieme. Secondo dati Audiweb su un totale di 11,2 milioni di italiani appartenenti alla fascia demografica in questione, ben 8,4 milioni risultano connessi a Internet attivamente: una connessione in grado di cambiare a tutti gli effetti il modo di vedere e di fruire la realtà.

A partire da come vengono interpretati i fatti che la plasmano: secondo l’Istituto Reuters di Studi sul giornalismo, quella dei giovani tra i 18 e i 24 anni è l’unica fascia demografica che è riuscita a lasciarsi alle spalle il mondo dell’informazione televisiva preferendogli le notizie presenti online e sui social network. E online ormai vuol dire smartphone: proprio quest’anno, l’uso del computer per la fruizione delle notizie è stato superato dallo schermo, ormai onnipresente, del telefono. In un’Italia ancora appesantita da una penetrazione Internet inferiore alla media europea queste transizioni non possono ancora dirsi compiute, ma lo saranno presto; nel resto del mondo il 28% dei millennial si Continua a leggere

Ecco cosa succede quando chiedi al web di creare un hamburger

  • Le assurde creazioni degli utenti comparse su Make Burger History di McDonald's Nuova Zelanda

  • Le assurde creazioni degli utenti comparse su Make Burger History di McDonald's Nuova Zelanda

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